10 Buone ragioni per fare il controllo di gestione

10 Buone ragioni per fare il controllo di gestione

10 BUONE RAGIONI PER IL CONTROLLO DI GESTIONE.

Gli atleti usano il cronometro, e le imprese?

Oggi è strategicamente necessario avere le giuste informazioni per prendere corrette decisioni aziendali.

 

La gestione di un’impresa può essere impostata secondo due criteri:

 

  • attendere il verificarsi degli eventi, o il sorgere di problemi, prima di prendere qualsiasi decisione (atteggiamento “reattivo”);

  • cercare di prevedere gli eventi, per anticipare le decisioni (atteggiamento “proattivo”).

 

Quest’ ultimo è l’atteggiamento più corretto, ma deve essere supportato da adeguate informazioni, perché oggi nessuna azienda può permettersi di fare le scelte sbagliate.

Infatti, oggi in periodo di crisi economica, ogni esperienza accumulata dall’ imprenditore nel passato non serve più; la sola guida basata sull’esperienza passata potrebbe addirittura costituire un ostacolo all’ulteriore sviluppo aziendale e persino minacciare la sopravvivenza dell’azienda stessa. Questo perché oggi tutto accade velocemente e quindi bisogna agire in anticipo (proattivamente).

Anche quando i bilanci evidenziano discreti utili, in ogni azienda si avverte sempre più l’esigenza di identificare con chiarezza i margini realizzati nelle diverse “aree di business” (mercati, tipologie diclienti, tipologie di prodotti e servizi ecc.). Questo per disporre di informazioni che supportino sia le decisioni operative, sia le scelte strategiche (selezione dei mercati, strategie di prodotto e commerciali, conseguenti scelte di investimento, ristrutturazioni organizzative, ecc.).

Per misurare i propri risultati e migliorarli, le imprese devono costruire un proprio sistema di Controllo di Gestione.

In questo articolo vorrei spiegare i 10 vantaggi che ricava un’azienda da un’ efficace analisi ed un controllo di gestione.

1) SUPPORTO ALLE DECISIONI AZIENDALI

È proprio questa la funzione primaria che un sistema di Controllo di Gestione è chiamato ad assolvere. Le scelte imprenditoriali devono sempre fare i conti con le risorse disponibili.

Questa valutazione, insieme ad altre di natura operativa e organizzativa, aiutano a definire le attività che devono avere la precedenza rispetto ad altre. Le decisioni in ambito economico devono sempre confrontarsi con il rapporto costo/beneficio, che è bene poter misurare nel più preciso dei modi.

 

2) DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

Tutto ciò che si può misurare si può anche migliorare. Che cosa voglio dire? Non tutti gli obiettivi aziendali vengono raggiunti, ma è importante definirli in anticipo e in termini misurabili quantitativamente.  Il mio suggerimento vale naturalmente anche per i livelli di prezzo e gli obiettivi di marginalità.

3) SOSTENIBILITÀ ECONOMICA E FINANZIARIA

Ogni scelta operativa determina una conseguenza in termini economici (fatture di acquisto e di vendita) e in termini finanziari (incassi e pagamenti). Ogni decisione diventa dunque un tassello che si colloca nella dinamica complessiva dell’azienda.

È bene valutare e misurare gli effetti di ogni decisione, per viaggiare senza superare i “limiti di velocità” oppure per evitare di fare l’errore opposto: girare con il freno a mano tirato.

 

4) AFFINARE E VELOCIZZARE LA CAPACITÀ DI ANALISI

Sapere subito quanto si sta guadagnando oppure quanto si sta perdendo: ecco un dato da cui non si può prescindere!

Come già detto, oggigiorno non è immaginabile permettersi di “fare i conti” a fine anno. In presenza di concorrenti aggressivi, non è detto che si debba combattere per forza: a volte ci si trova davanti a battaglie perse in partenza. Come saperlo in anticipo? Occorre identificare le aree in cui si riescono e a mantenere i margini maggiori, e concentrare proprio lì gli sforzi.

 

5) DEFINIZIONE DELLE PRIORITÀ  

Nel Controllo di Gestione, questa è l’azione consequenziale all’ analisi dei bilanci. I numeri non mentono mai, e rappresentano un criterio oggettivo per definire l ’ordine di importanza dei progetti aziendali.

 

6) COERENZA DELLE DECISIONI

La visione d’insieme, oltre a definire le priorità, permette di dare coerenza e organicità alle scelte imprenditoriali. Le singole decisioni vanno sempre contestualizzate rispetto al resto del sistema-azienda, in modo da renderle coerenti con l’intera organizzazione e poi comprensibili e facilmente adottabili.

7) COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI

Il modello accentrato, secondo cui uno solo decide e tutti gli altri eseguono, sembra mostrare grossi limiti in un contesto di mercato che evolve rapidamente e che richiede dunque capacità e rapidità di adattamento.

Lo schema del modello accentrato funziona fino a quando tutto è controllabile a vista, come in una bottega.

Non appena le funzioni commerciali, produttive e amministrative (tipicamente queste) si articolano, occorre sviluppare un sistema di deleghe orientato ai risultati e agli obiettivi, e non più sulle “cose da fare” precedentemente definite.

Per ottenere collaborazione attiva da tutti i dipendenti, è indispensabile definire la lunghezza d’onda su cui sintonizzare e organizzare le idee di tutte le persone coinvolte. Di più: è indispensabile chiamarle ad offrire il proprio contributo attivo al miglioramento continuo dell’azienda.

 

8) MOTIVAZIONE

A nessuno piace fare qualcosa meccanicamente, oltretutto questo approccio statisticamente abbassa il livello di concentrazione e alza dunque le probabilità di errore.

Lavorare per obiettivi stimola la partecipazione attiva di tutti i soggetti che sono stati coinvolti nel processo di analisi e nell’ identificazione delle aree di miglioramento aziendali.

 

9) MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE

La finalità dell’analisi è il miglioramento continuo nei processi decisionali. Per capire l’approccio a cui mi riferisco basta osservare una squadra di Formula 1.

Partendo dal pilota sino ad arrivare all’ ultimo meccanico ogni singola squadra è costantemente alla ricerca del modo per guadagnare qualche millesimo di secondo rispetto agli avversari. C’è una costante tensione da parte di tutti per spingere oltre il limite le performance.

 

10) IMPARARE A MIGLIORARSI

Come in tutte le cose, capita che provando a superarsi si apprendano pratiche virtuose che entrano poi a far parte della cultura aziendale. Si genera insomma una sorta di apprendimento continuo, che porta alla consapevolezza di non essere secondi a nessuno.

Nel tempo, la volontà di migliorare porta tutta l’azienda a diventare sul mercato un vero e proprio “first mover”, in grado di trovare prima degli altri competitor le aree di ricavo con maggiori marginalità.

Può sembrare una bella favola, ma ti assicuro che non lo è: la volontà di migliorare porta nel tempo a imparare effettivamente a migliorare. E quest’ultima porta a essere un’impresa che agisce, e non più un’organizzazione che si limita a reagire alle mosse della concorrenza. La differenza è abissale.

Bene, questi sono i vantaggi che ottengono le imprese che si affidano a un Controllo di Gestione ben studiato. Come hai potuto constatare, i benefici sono enormi e ripagano ampiamente il tempo e le risorse che si impiegano nel progettare e nel realizzare un sistema di questo tipo.

Perciò, non perdere altro tempo: la gestione è un fattore imprescindibile del fare impresa, e riguarda qualsiasi azienda, indipendentemente dal mercato in cui opera e dalle dimensioni societarie. Quindi, il Controllo di Gestione riguarda anche te!

Ormai bisogna prendere atto che la gestione di un’impresa richiede oggi una quantità di competenze maggiore rispetto al passato e non si può più “cavalcare a pelo”.

Punti chiave:

Il punto di partenza per ogni impresa dovrà quindi essere l ’analisi dei propri bilanci riclassificati per capire i propri punti di forza e di debolezza. In base ai risultati ottenuti  l’ evoluzione dovrà essere l’impostazione di un corretto budget annuale che a sua volta dovrà essere monitorato mensilmente per coglierne immediatamente gli scostamenti e attuare i correttivi del caso.

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ANALISI DELLE PRINCIPALI CAUSE DELLA CRISI DI IMPRESA

a cosa devi fare attenzione per mantenere l’equilibrio economico-finanziario della tua impresa 

Cos’è l’equilibrio economico-finanziario

di una impresa

Lo scopo di ogni impresa è far crescere il valore del capitale economico impiegato e quindi il valore dell’ impresa stessa.

Anche l’ impresa riesce ancora a remunerare il lavoro e il capitale impiegato dai soci o dal titolare, quando il suo valore  rimane statico o diminuisce nel tempo, significa che l’impresa non stà più producendo ricchezza.

La mancanza di crescita del valore dell’impresa, protratto nel tempo, è  interpretabile come un segnale di potenziale squilibrio.

Come mai l’ impresa non produce più ricchezza?

Le cause della staticità o della diminuzione del capitale possono derivare:

  • Da cause reddituali: incapacità di realizzare flussi di reddito adeguati

  • Da cause finanziarie: incapacità di realizzare adeguati flussi di cassa

I segnali della crisi di impresa e

la definizione delle fasi

La gravità dello squilibrio economico-finanziario può essere suddiviso sinteticamente in 4 classi, via via crescenti in funzione della loro gravità e possibilità di rimedio:

1) la situazione di declino

Nel momento in cui la perdita di flussi di reddito o di cassa perduri nel tempo.

2) la crisi aziendale

La fase successiva al declino si traduce in gravi carenze sul piano dei flussi finanziari ovvero in:

  • crisi di liquidità

  • difficoltà di accesso al credito

  • ritardati pagamenti di imposte e contributi

  • ritardi nei pagamenti dei fornitori e dei dipendenti

3) l’ insolvenza e il sovra-indebitamento

Con l’aggravarsi della crisi aziendale è inevitabile sfociare nell’insolvenza, ovvero nell’incapacità di:

  • soddisfare regolarmente gli impegni assunti nei confronti dei creditori aziendali. (banche, fornitori, dipendenti ecc.)

  • mancati pagamenti di imposte, contributi, cartelle esattoriali

  • segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia da parte degli operatori finanziari.

4) il dissesto finanziario

Il dissesto è una situazione conclamata e  permanente di squilibrio patrimoniale irrimediabile, che senza la disponibilità e l’ assenso dei finanziatori a rinunciare alla riscossione immediata dei loro crediti, si concretizza nel fallimento dell’attività.

La diagnosi della crisi d’impresa

Si possono identificare 5 cause dalle quali possono originarsi lo stato di declino e/o di crisi dell’impresa:

  • declino e crisi di inefficienza

  • declino e la crisi da sovra-capacità e rigidità degli impieghi

  • declino e crisi da decadimento dei prodotti e da carenze ed errori di marketing;

  • Crisi da carenza di innovazione, da incapacità a programmare e da errori di strategia

  • crisi da squilibrio finanziario

1) declino e crisi da inefficienza.

L’ inefficienza può scaturire da 4 aree specifiche dell’attività aziendale:

Le aree di inefficienza possono  riguardare:

  • l’area produttiva,

  • l’area commerciale

  • l’ area amministrativa

  • l’area finanziaria

Nell’ area produttiva la crisi di inefficienza può derivare ad esempio:

  • dall’ utilizzo di strumenti/attrezzature totalmente o parzialmente obsolete

  • dall’ impiego di impianti sottodimensionati o sovradimensionati

  • dalla mancanza di competenze o di professionalità dell’imprenditore

  • dalla mancanza di competenze o formazione del personale

  • dall’ utilizzo di tecnologie superate

Nell’ area commerciale l’inefficienza può essere  causata ad esempio:

  • da una sproporzione tra i costi di marketing ed i risultati ottenuti.

  • da un eccesso di costi per la creazione e la gestione di reti di vendita sproporzionata ai risultati ottenuti.

Nell’ area amministrativa l’inefficienza può essere  causata ad esempio:

  • nell’ eccesso di burocratizzazione delle attività aziendali

  • nelle carenze nel sistema informativo

  • nell’ inefficienze in uno o più settori dell’attività amministrativa

  • nell’ assenza di strumenti di programmazione e controllo e di quelli di pianificazione a medio/lungo termine.

  • nella scarsa definizione ed assegnazione dei compiti e delle responsabilità e nell’ organizzazione del lavoro produttivo, nella manutenzione degli impianti, nell’ approvvigionamento degli acquisti o addirittura nel disegno organizzativo globale dell’azienda.

Nell’ area finanziaria le inefficienze si manifestano sotto forma di un più alto costo delle risorse raccolte e può dipendere:

  • da una debolezza contrattuale dell’azienda nei confronti di fornitori e banche

  • dall’ incapacità dell’imprenditore o dei suoi collaboratori preposti alla funzione finanziaria di programmare e di gestire gli incassi ed i pagamenti, di pianificare gli investimenti, di gestire correttamente i flussi monetari aziendali.

2) declino e la crisi da sovracapacità e rigidità

Il declino e crisi da sovra capacità / rigidità sono determinati da un eccesso di capacità produttiva. Esso può derivare:

  • dall’ impossibilità di un adattamento nel breve periodo di ridurre i costi fissi derivanti dalle immobilizzazioni tecniche

  • dall’ impossibilità di riduzione della forza lavoro

Questo eccesso di capacità produttiva non utilizzata può derivare ad esempio:

  • da una caduta della domanda globale,

  • dall’ entrata nel mercato di nuovi competitors

  • da errate e troppo ottimistiche previsioni di vendita

  • dall’ introduzione nel mercato di nuovi prodotti alternativi più attraenti agli occhi dei consumatori

  • da un aumento dei costi delle materie prime non controbilanciato da corrispondenti variazione dei prezzi di vendita

3) declino e crisi da decadimento dei prodotti e da carenze ed errori di marketing

Il declino e la crisi possono inoltre essere dovuti:

  • da errori nella strategia di marketing che si traducono in un mix di prodotti errato non in grado di soddisfare le esigenze della clientela target,

  • da una caduta dell’immagine, della reputazione o della marca dell’impresa

  • da errori nella scelta dei mercati, dei targhet di clientela o delle nicchie mercato

  • dallo scadimento dei servizi offerti alla clientela

  • dall’ eccessiva onerosità nell’apparato distributivo.

4) Crisi da carenza di innovazione, da incapacità a programmare e da errori di strategia

La carenza di innovazione è l’incapacità di generare e sviluppare nuove idee che permettano all’ imprese di essere continuamente profittevole.

L’ incapacità a programmare è riferita sia alla mancanza di abilità nell’ adattare le condizioni della gestione alle variazioni dell’ambiente esterno, sia alle difficoltà di predisporre dei programmi a lungo termine individuando con precisione gli obiettivi da raggiungere.

Gli errori nella strategia che possono originare una distruzione di valore sono molteplici e tra questi rientrano:

  • il mantenimento dell’ impegno in attività che generano risultati negativi e che non presentano probabilità di inversione di tendenza

  • dalla decisione di entrare in nuove aree lontane dal proprio core business e delle quali l’azienda non possiede le competenze basilari per poter sostenere lo scontro competitivo;

  • dall’ avvio di fasi di sviluppo eccessivamente veloci, pur non possedendo adeguate disponibilità finanziarie e manageriali;

  • dal tentativo di conquista di nuovi mercati decidendo di sopportare ingenti perdite di partenza;

  • dallo sperpero di risorse in progetti di ricerca che non producono risultati apprezzabili;

5) crisi da squilibrio finanziario.

Gli squilibri finanziari si possono tradurre in:

  • una grave carenza di mezzi propri ovvero un capitale sociale inadeguato

  • in una marcata prevalenza dei debiti a breve termine rispetto ai debiti a medio/lungo termine

  • in una mancata correlazione tra investimenti duraturi e finanziamenti stabili ovvero a medio lungo termine

  • in limitate o nulle riserve di liquidità

  • in scarsa capacità di contrattare le condizioni del credito e nei casi più gravi, in difficoltà nel rispettare i pagamenti alle scadenze definite.

Punti chiave:

LE NOVITA’ LEGISLATIVE

RIFORMA DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA

Il Consiglio dei Ministri riunitosi in data 08 novembre 2018 ha approvato, in esame

preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155,

introduce il nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”

il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  • consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;

  • salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

Una delle novità di maggior rilievo della riforma della disciplina del fallimento è la previsione delle “Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”. Le norme entreranno tuttavia in vigore dal 2020, diciotto mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto delegato.

L’importanza di intervenire velocemente per salvare una impresa in difficoltà è uno dei principali obiettivi della riforma per evidenti ragioni legate anche alla  salvaguardia dei posti di lavoro.

La procedura di allerta ha come finalità quella di incentivare l’emersione anticipata degli indici di crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori

I soggetti obbligati alla segnalazione

Gli oneri di segnalazione degli indizi della crisi sono posti a carico di specifici soggetti:

L’ imprenditore e gli organi di controllo societari

ll revisore contabile e la società di revisione

L’ Agenzia delle entrate

L’ Istituto nazionale della previdenza sociale

L’ agente della riscossione

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La consulenza strategica aziendale

La consulenza strategica aziendale

LA CONSULENZA STRATEGICA PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA 

battere la crisi e sbaragliare la concorrenza

Le soluzioni strategiche per il piccolo imprenditore che vuole  far ripartire la sua attività e superare la crisi aziendale.

  • una strategia vincente

  • obiettivi chiari 

  • un piano d’azione per tua impresa

  • riequilibrio finanziario della tua attività

  • miglioramento della tua liquidità

  • nuove fonti di finanziamento

  • nuovi margini di profitto

Benefici e vantaggi della consulenza strategica

Il nostro Impegno

  • Affianchiamo gli imprenditori per supportarli nella gestione del suo business.

  • Sviluppiamo per i nostri Clienti consulenza strategica aziendale, mettendo a disposizione strumenti di management, controllo di gestione, analisi di bilancio, business plan, budget, pianificazione fiscale e finanziaria rilevandone costantemente risultati e scostamenti.

  • Aiutiamo l’imprenditore a tenere sotto controllo le situazioni debitorie e le esposizioni bancarie, con una efficace pianificazione dei flussi finanziari e il budget di cassa.

  • Rileviamo e periziamo anatocismo ed usura su mutui,finanziamenti, leasing e cartelle esattoriali.

La nostra Passione

  • Non solo numeri, ma business intelligence. Questo è il nostro contributo strategico che portiamo in azienda per aiutare i nostri Clienti a far crescere il loro business.

  • Non ci limitiamo solo all’aspetto formale e fiscale della contabilità e delle paghe, ma aiutiamo concretamente gli imprenditori della Piccola Media Impresa a sviluppare il loro business.

  • Il nostro valore aggiunto e strategico è il business coaching, con cui aiutiamo manager e imprenditori a prendere decisioni, risolvere problemi e raggiungere obiettivi più velocemente.

 

La nostra Esperienza

  • Iscrizioni professionali agli Albi di Commercialista, Revisore Legale dei conti, Consulente del Lavoro, Consulente Finanziario Professionista COFIP.
  • Specializzazione in Business Coaching, classe ACC alla ICF (International Coach Federation), sia internazionale che in Italia,

  • Il nostro valore aggiunto e strategico per i nostri Clienti è monitorare costantemente il loro business, aiutandoli a prendere decisioni, risolvere problemi e raggiungere obiettivi più velocemente.

  • Non solo numeri, ma business intelligence.

Cosa facciamo

  • Anche presso la vostra azienda rileviamo tutte le informazioni contabili ed extracontabili, interne ed esterne utili all’analisi e agli obiettivi che si intendono perseguire.

  • Al fine di analizzare tutte le informazioni sull’andamento della vostra azienda, elaboriamo i dati e creiamo strumenti utili  per fornirvi un quadro analitico e caratteristico della situazione attuale e storica della vostra attività, valutandone l’aspetto economico, finanziario e patrimoniale.

  • Predisponiamo analisi, report, indici e riclassificazione di bilanci, indici di performance, rating bancari, rendiconti finanziari, analisi di cash flow, scostamenti di budget  per supportarvi nella consulenza aziendale e controllo di gestione.

  • Dai risultati ottenuti, esaminiamo insieme a  voi le problematiche, le performance, i punti di forza e di debolezza del vostro business.  valutiamo insieme a voi quali sono le priorità da seguire, le opzioni che possiamo esplorare, la percentuale di  rischio e quella di successo delle azioni da perseguire.

  • Ci concentreremo, insieme a voi, sui punti di debolezza e le problematiche aziendali, al fine di risolverli o contenerli nel più breve tempo possibile.  

  • Ogni obiettivo sarà  individuato in base ad una strategia di corto-medio termine  e pianificato a piccoli passi (step-by-step)  per poter essere monitorato con indici di performance matematici-statistici, in modo che limitare le possibilità di errore ed avere una oggettiva conferma della loro efficacia.

  • In base alle strategie e agli obiettivi concordati , vi elaboreremo:  piano strategico, business plan, pianificazioni finanziarie, pianificazioni di investimento, cash flow.

  • Durante l’esecuzione del piano d’azione prestabilito, vi saremo di supporto con una consulenza mirata per ogni necessità e/o emergenza, applicando anche metodologie innovative di problem solving e business coaching.

  • Con cadenza mensile si monitoreranno i risultati ottenuti, si valuteranno i progressi e gli eventuali scostamenti e si riformuleranno, target, obiettivi e strategie fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati e concordati.

Punti chiave:

  • Controllo di gestione: per monitorare mensilmente/trimestralmente l’andamento aziendale

  • Consulenza strategica: per analizzare l’aspetto economico, finanziario e patrimoniale aziendale consigliando eventuali sentieri di miglioramento al fine di migliorare i margini di profitto, la liquidità e la solidità aziendale. 

  • Business Coaching per l’imprenditore: confrontarsi e affiancare l’imprenditore per risolvere i problemi aziendali, prendere decisioni ponderate, scoprire nuove fonti di business.

 

A COSA SERVE IL BUSINESS COACHING 

Evoluzione o Rivoluzione delle strategie di business? 

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la prima consulenza è gratuita

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