LA MIA VISION 

Le consapevolezze di cui bisogna prendere atto. 

Lo scopo di ogni impresa, grande o piccola che sia, è di produrre profitti.

LO SCOPO

Perché abbia un senso fare impresa, idealmente, dal punto di vista dell’imprenditore, i profitti ottenuti devono essere sufficienti almeno a realizzare un “punto di pareggio” capace di remunerare adeguatamente:

  • l’ imprenditore e/o i soci che che contribuiscono attivamente al lavoro in azienda;

  • il capitale apportato dall’ imprenditore e dai soci che hanno investito nell’ impresa;

  • i beni materiali e immateriali impiegati nel processo produttivo in modo che, al termine del loro ciclo di vita, abbiano prodotto all’ impresa più ricchezza di quanto siano costati.

    Con il  superamento di questo “punto di pareggio”, l’ impresa genererà extra-profitti.

    La generazione di un extra-profitto è un parametro che ogni bravo imprenditore dovrebbe sempre conoscere e valutare  per capire se la propria azienda possiede  l’attitudine a stare sul mercato, se sta creando valore o se lo sta perdendo.

La priorità di ogni impresa è mantenere l’ equilibrio finanziario.

LA PRIORITA

Il concetto di equilibrio finanziario per un’ impresa deve essere esaminato sotto due aspetti principali:

  • La liquidità che rappresenta la capacità dell’azienda di poter far fronte, nel breve periodo, al regolare pagamento dei propri debiti.

  • La solidità di una azienda è la capacità di perdurare nel tempo, grazie alla sua adattabilità alle mutevoli condizioni interne ed esterne.La solidità di una azienda dipende sia dalla capacità di equilibrare il rapporto tra le immobilizzazioni  e le fonti di finanziamento proprie o di terzi impiegate, sia  dalla capacità di mantenere un ragionevole grado di indipendenza finanziaria nei confronti dei terzi.

Chi soffre maggiormente della crisi economica-finanziaria i piccoli imprenditori. 

LA CRISI ECONOMICA O LA SUBISCI ……

L’imprenditore e i soci che apportano il loro lavoro in azienda , spesso non sono remunerati adeguatamente.

Lavorano molte più ore di quelle dei loro dipendenti, assumendosi il rischio di impresa con tutti i problemi connessi, non percepiranno una liquidazione quando decideranno di chiudere i battenti, a meno ché non siano stati così bravi nel corso degli anni trascorsi di creare valore per la  propria propria azienda e quindi con la cessione delle quote o la vendita della propria attività, realizzare quel surplus che gli consenta non solo di recuperare il capitale investito ma un compenso per la capacità di aver creato valore con il suo lavoro.

Sembra assurdo, ma conosco imprenditori che lavorano di più e  guadagnano meno dei loro dipendenti e sono diventati dipendenti dei loro dipendenti.

Il capitale apportato dall’imprenditore e dai soci che hanno investito nell’ impresa non è remunerato adeguatamente e spesso è considerato a fondo perduto.

Il capitale investito in una azienda è sempre e comunque un capitale di rischio. Questo significa che per il semplice fatto di aver messo dei soldi in azienda, questi dovrebbero rendere almeno quanto renderebbero altri investimenti privi di rischio maggiorati di un determinato interesse che compensi adeguatamente appunto il rischio di perdere tutto o in parte il capitale investito.  Purtroppo nella Piccola-Media Impresa. L’ imprenditore non si rende conto che anche il capitale apportato nella propria attività dovrebbe avere di se per se un rendimento autonomo.  Invece, capita spesso che il piccolo imprenditore, considera l’investimento fatto come se fosse a fondo perduto anche se è costato sacrificio e risparmi di una vita.

Il piccolo imprenditore, a differenza delle grandi aziende,  ha ha sempre avuto come unico referente e interlocutore la banca, per farsi finanziare.

Solitamente la Piccola-Media Impresa non ha grandi disponibilità di risorse proprie da investire. In passato poteva attingere abbastanza agevolmente ai finanziamenti bancari e qualche rara volta ai finanziamenti a fondo perduto statali o europei. Ma con la crisi del 2008 il mondo finanziario ha ridotto notevolmente l’erogazione di nuovi finanziamenti alle piccole imprese, che già allora erano sofferenti ed in crisi di liquidità.

La Piccola-Media Impresa, che rappresenta oltre 85% del tessuto economico nel nostro paese, ha imprenditori intuitivi, capaci di resistere con tenacia e ostinazione agli urti della crisi economica,veri e propri eroi, loro malgrado.

Ma questo non sempre è sufficiente. Non cerchiamo di nasconderci dietro un dito, la maggior parte delle piccole imprese ha gravi problemi di liquidità, margini di profitto modesti, non riescono più a fare investimenti per poter dare una svolta alla loro efficienza e alla loro produttività.

Hanno difficoltà di accesso al credito, debiti consistenti non solo nei confronti dei fornitori, dell’erario e dei contributi, ma anche un eccessivo indebitamento e sconfinamento dei fidi bancari.

I crediti verso clienti sono spesso troppo alti, nel migliore dei casi perché i tempi di incasso si sono allungati, nel caso peggiore hanno crediti in sofferenza o clienti oramai stanno per chiudere i battenti.

Purtroppo il piccolo imprenditore si è trovato impreparato a gestire il cambiamento così repentino e molte piccole imprese nel migliore dei casi sono state costrette a chiudere i battenti.

Il mondo della Piccola-Media Impresa è composta per la maggior parte da artigiani e commercianti, grandi inventori e e grandi lavoratori, ma a cui manca la così detta “cultura aziendale

Per poter gestire il cambiamento, oltre che di tutto quello che stanno già facendo bene, hanno bisogno di maggiore “consapevolezza“.

La consapevolezza che, se non vogliono fallire,  devono gestire la propria impresa in modo più efficiente, la consapevolezza, la consapevolezza  che i tempi sono cambiati e che non si può più navigare a vista come ai bei tempi, la consapevolezza che non basta più lavorare sodo per ottenere dei profitti. Il mondo è cambiato e sì è complicato e abbiamo bisogno di capire in ogni momento dove stiamo mettendo i piedi, perchè un passo falso potrebbe essere fatale per l’ impresa.

Non è più sufficiente andare dal commercialista per farsi spiegare bene come è andata l’anno precedente.  Ormai è diventato indispensabile tenere sotto controllo e costantemente tutti quei parametri fondamentali e vitali  per l’impresa che gli consentono quantomeno di sopravvivere. Stiamo parlando della necessità di un monitoraggio costante sulla redditività e sulla liquidità dell’azienda e della capacità imprenditoriale di correre ai ripari velocemente quando le cose cominciano a non andare per il verso desiderato.

O LA COMBATTI ……

Alla crisi economica ci si abitua, la si accetta passivamente, come se non si possa fare niente per contrastarla. E’ così per tutti e quindi cosa possiamo fare?

Qui entra in gioco la resilienza. La resilienza è la capacità intrinseca di un organismo o di un sistema di modificare il proprio comportamento prima, durante e in seguito ad un cambiamento, in modo da poter continuare a sopravvivere nonostante le condizioni avverse ed impreviste.

Quindi la resilienza è la capacità di adattarsi di fronte ad un evento, un cambiamento o a un sistema ostile. Adattarsi non significa non fare niente e subire gli eventi, ma fare qualcosa di diverso che consenta di sopravvivere, nel modo migliore possibile nonostante il cambiamento.

Quindi per far fronte alla crisi economica-finanziaria bisogna che un’azienda diventi resiliente e cominci a fare qualcosa di diverso da quello che faceva prima.

Per poter fare questo, prima di tutto bisogna cambiare l’atteggiamento psicologico nell’affrontare il problema. E’ per questo che ho fatto dei master in business coaching e problem-solving. Se qualcosa non è funzionale, bisogna fare qualcosa di diverso, bisogna guardare il problema con occhi nuovi, avere un atteggiamento diverso e scoprire nuovi punti di vista e trovare nuove soluzioni. Bisogna e scoprire cosa sta funzionando ed eventualmente migliorarlo, poi bisogna chiarire problemi e priorità  e  fare qualcosa di diverso per scoprire come le soluzioni adottate stanno cambiano le cose. E’ un atteggiamento sistemico dove un piccolo cambiamento nel sistema, modifica l’ equilibrio del sistema stesso. E’ per questo che bisogna monitorare questi piccoli ma significativi cambiamenti.

E per fare questo bisogna avere le idee ed obiettivi chiari con strumenti capaci di far emergere e percepire le variazioni che stiamo apportando al sistema, per coglierne  i risultati e capire se stiamo andando nella direzione voluta oppure no. E’ per questo che mi sono specializzato in analisi e controllo di gestione.

Inoltre,  per attuare dei cambiamenti in un impresa bisogna disporre delle risorse finanziarie per poterlo fare. Cosa non facile se l’ azienda ha problemi di liquidità e di accesso al credito. E’ per questo che mi sono specializzato in consulenza finanziaria ed aiutare le aziende a migliorare la liquidità e trovare le risorse finanziarie per mettere in atto il cambiamento.

LA MIA MISSION

consulenza strategica per la Piccola Media Impresa

la mia mission

La consulenza strategica aziendale per la Piccola Media Impresa.

“Non solo numeri ma anche business intelligence per affiancare e supportare la ripresa e lo sviluppo della  Piccola e Media Impresa.”

Il mio impegno

Una consulenza strategica per analizzare, pianificare, monitorare lo sviluppo economico e finanziario della tua impresa, supportandoti  nel risolvere problemi economici e finanziari aiutandoti a fare crescere il tuo business e raggiungere i tuoi obiettivi più velocemente, per vincere la crisi.

LA CONSAPEVOLEZZA

Oramai la maggior parte dei piccoli imprenditori sono quasi rassegnata a subire la crisi economica, ma alcuni di loro si sono già dati da fare, hanno preso più consapevolezza degli altri e hanno trovato nuove energie, nuove strategie e nuove speranze nel fare impresa.

  • La prima consapevolezza è che il mondo è cambiato e sta cambiando velocemente. Se non si vuole soccombere, bisogna imparare a cavalcare il cambiamento sfruttandolo a tuo vantaggio, prima che lo facciano gli altri. Per innovarsi e rinnovarsi devi fermarti un attimo e capire come puoi proporti in modo strategico sul mercato, capire cosa sta ancora funzionando abbastanza bene, cosa puoi migliorare e cosa devi cambiare. Potresti ad esempio cominciare ad analizzare la tipologia dei tuoi clienti, capire quale tipo di cliente di dà maggiori margini di profitto e quali hanno una resa poco significativa.

    Devi segmentare la tua clientela ed implementare la tua offerta  concentrandoti di più sull’acquisizione di nuovi “clienti ideali“. Se avessi il tempo di analizzare il tuo fatturato e dividessi per categorie i tuoi clienti, molto probabilmente ti renderesti conto che circa l’ 80% del tuo fatturato proviene da circa il 20% dei tuoi clienti. La regola dell’ 80/20 (legge economica di Pareto) la potresti anche applicare analizzando la tipologia della tua offerta. L’ 80% del tuo fatturato potrebbe provenire dal 20% della tua tipologia di offerta.

    Ci sono tanti aspetti della tua impresa che probabilmente conosci in modo intuitivo ma che non ne hai ancora preso quella consapevolezza che ti consentirebbe di prendere delle decisioni strategiche per la tua impresa e di questo, se vuoi  potremmo parlarne insieme ed approfondire gli argomenti con alcune sedute di business coaching.

    In un mondo ormai globalizzato, per fare la differenza dovresti cercare una nicchia di mercato specialistica, cercando di espandere  possibilmente l’area di mercato in cui stai operando adesso. Creare una propria nicchia di mercato, per piccola che sia, ti consentirebbe di avere margini di profitto molto maggiori e potrebbe essere quella marcia in più che ti farà distinguere dalla concorrenza.

    Più in generale, perché la tua attività sia più performante e competitiva, devi, prima di ogni altra cosa,  focalizzare nella tua mente  su due punti fissi che per la tua azienda sono fondamentali che dovranno rimanere costanti nel tempo:  la “Vision” cioè dove sei, come vedi le cose, a chi puoi dare vantaggi e benefici e la “Mission” cioè cosa fai, come intendi apportare valore ai tuoi potenziali clienti. E’ poi fondamentale che la tua “Vision” e la tua “Mission” sia portata chiaramente a conoscenza dei tuoi clienti se vuoi che apprezzino la tua offerta di beni o servizi. Anche in questo caso business coaching il  potrebbe essere per te una grande risorsa. Arrivato a questo punto sei già sulla buona strada, ma devi ancora fare 4 passi in avanti per arrivare alla meta: 1) fissare degli obiettivi, 2) analizzare i problemi che stanno impediscono o rallentano  il tuo cammino, 3) valutare tutte le opzioni e le alternative che hai per superare questi ostacoli 4) formulare un piano d’azione che ti porterà ai risultati sperati.  Più avanti ti spiegherò come questi 4 passaggi siano fondamentali e devono sottostare a regole ben precise perché siano efficaci.

  • La seconda consapevolezza è  che se quello che si sta già facendo bene non è ancora sufficiente significa che dovrai organizzarti meglio e strutturare la tua azienda in modo diverso in modo da poter incidere concretamente sul processo del tuo business ed avere il controllo sullo stato economico patrimoniale e finanziario della tua azienda, migliorandone margini di profitto, liquidità e struttura patrimoniale per poter dare uno slancio alla tua impresa, in termini di efficacia ed efficienza.

    Questo significa che dovresti cominciare a pensare seriamente di iniziare a strutturarti ed organizzarti in questa ottica.

  • La terza consapevolezza è che devi conoscere bene la situazione attuale della tua azienda ed avere chiaro in mente dove la vuoi portarla in un prossimo futuro. Sto parlando di obiettivi, chiari, strategici e ben formulati. Perché  se non hai obiettivi chiari, quello che ti rimane è solo la speranza che tutto possa andare bene.

  • La quarta consapevolezza che devi avere è che se non sei ancora abbastanza esperto di business e finanza, da solo, probabilmente, dovrai faticare molto prima di poter raggiungere i tuoi obiettivi. Hai bisogno di un professionista che ti dia una mano ad accelerare processi e risultati.

    Oltretutto, considera anche che tra quello che spendi e quello che ricaverai, sicuramente per tè e per la tua azienda sarà un ottimo investimento non solo in termini di tempo e risultati ma anche in termini di denaro.

Voglio affiancare i piccoli imprenditori per aiutarli a raggiungere una migliore consapevolezza su come fare impresa

Gli strumenti e le strategie utilizzate con il mio metodo sono sostanzialmente quelle oramai consolidate e utilizzate con successo  dalle grandi imprese con la differenza  che sono state semplificate e adattate specificatamente per la piccola e media impresa.

Il mio metodo è modulare e può essere adattato ad ogni esigenza in base alle specifiche ed effettive necessità dell’imprenditore.

Il mio metodo è diviso in 4 fasi.

ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE

  • Aiutare l’imprenditore a capire il punto iniziale da cui partire: consiste in una prima analisi e valutazione dello stato attuale  dell’ azienda sotto il punto di vista economico-patrimoniale-finanziario. Stiamo parlando di consulenza aziendale.

DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI AZIENDALI

  • Aiutare l’imprenditore a fare scelte attente in ambito finanziario, aiutandolo a reperire le risorse monetarie necessarie al corretto ed equilibrato  svolgimento dell’ attività, migliorandone  la liquidità ed attingendo a nuove fonti di finanziamento. Stiamo parlando di consulenza finanziaria.

  • Aiutare l’ imprenditore a fare chiarezza e a pianificare strategicamente i propri obiettivi, ovvero il punto finale dove si vorrebbe arrivare.  Stiamo parlando di business coaching, un metodo professionale di supporto all’ imprenditore che lo aiuterà a focalizzarsi su un solo argomento alla volta e che gli consentirà di vedere il problema o l’obiettivo sotto altri punti di vista  a cui non aveva ancora pensato, così scoprendo nuove alternative e/o opzioni potrà creare un  piano strategico e operativo per la sua azienda.

REDIGERE UN PIANO STRATEGICO

  • Una volta chiariti gli obiettivi è necessario renderli attuabili e monitorabili  predisponendo il budget annuale suddiviso mensilmente e/o il business plan per 3/5 anni al fine di verificare la congruità e la fattibilità del piano d’azione.

MONITORAGGIO DEL PIANO STRATEGICO E CORRETTIVI

  • in questa ultima fase stiamo parlando di tutoraggio degli obiettivi dell’imprenditorecontrollo della gestione aziendale al fine di verificare in itere la corrispondenza tra quanto pianificato ed i risultati ottenuti, effettuando eventualmente le azioni correttive in caso di scostamenti significativi.

Questo è tutto, è semplice ma non facile.

CONSULENZA STRATEGICA

PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA

TUTTO UN ALTRO TIPO DI CONSULENZA

AREE DI INTERVENTO

FINANZA

Consulenza Finanziaria Aziendale

ECONOMIA

Analisi di Bilancio e Controllo di Gestione

STRATEGIA

Business Coaching per l'imprenditore

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PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA
Novaro Carlo Bartolomeo

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