ANALISI DELLE PRINCIPALI CAUSE DELLA CRISI DI IMPRESA

a cosa devi fare attenzione per mantenere l’equilibrio economico-finanziario della tua impresa 

Cos’è l’equilibrio economico-finanziario

di una impresa

Lo scopo di ogni impresa è far crescere il valore del capitale economico impiegato e quindi il valore dell’ impresa stessa.

Anche l’ impresa riesce ancora a remunerare il lavoro e il capitale impiegato dai soci o dal titolare, quando il suo valore  rimane statico o diminuisce nel tempo, significa che l’impresa non stà più producendo ricchezza.

La mancanza di crescita del valore dell’impresa, protratto nel tempo, è  interpretabile come un segnale di potenziale squilibrio.

Come mai l’ impresa non produce più ricchezza?

Le cause della staticità o della diminuzione del capitale possono derivare:

  • Da cause reddituali: incapacità di realizzare flussi di reddito adeguati

  • Da cause finanziarie: incapacità di realizzare adeguati flussi di cassa

I segnali della crisi di impresa e

la definizione delle fasi

La gravità dello squilibrio economico-finanziario può essere suddiviso sinteticamente in 4 classi, via via crescenti in funzione della loro gravità e possibilità di rimedio:

1) la situazione di declino

Nel momento in cui la perdita di flussi di reddito o di cassa perduri nel tempo.

2) la crisi aziendale

La fase successiva al declino si traduce in gravi carenze sul piano dei flussi finanziari ovvero in:

  • crisi di liquidità

  • difficoltà di accesso al credito

  • ritardati pagamenti di imposte e contributi

  • ritardi nei pagamenti dei fornitori e dei dipendenti

3) l’ insolvenza e il sovra-indebitamento

Con l’aggravarsi della crisi aziendale è inevitabile sfociare nell’insolvenza, ovvero nell’incapacità di:

  • soddisfare regolarmente gli impegni assunti nei confronti dei creditori aziendali. (banche, fornitori, dipendenti ecc.)

  • mancati pagamenti di imposte, contributi, cartelle esattoriali

  • segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia da parte degli operatori finanziari.

4) il dissesto finanziario

Il dissesto è una situazione conclamata e  permanente di squilibrio patrimoniale irrimediabile, che senza la disponibilità e l’ assenso dei finanziatori a rinunciare alla riscossione immediata dei loro crediti, si concretizza nel fallimento dell’attività.

La diagnosi della crisi d’impresa

Si possono identificare 5 cause dalle quali possono originarsi lo stato di declino e/o di crisi dell’impresa:

  • declino e crisi di inefficienza

  • declino e la crisi da sovra-capacità e rigidità degli impieghi

  • declino e crisi da decadimento dei prodotti e da carenze ed errori di marketing;

  • Crisi da carenza di innovazione, da incapacità a programmare e da errori di strategia

  • crisi da squilibrio finanziario

1) declino e crisi da inefficienza.

L’ inefficienza può scaturire da 4 aree specifiche dell’attività aziendale:

Le aree di inefficienza possono  riguardare:

  • l’area produttiva,

  • l’area commerciale

  • l’ area amministrativa

  • l’area finanziaria

Nell’ area produttiva la crisi di inefficienza può derivare ad esempio:

  • dall’ utilizzo di strumenti/attrezzature totalmente o parzialmente obsolete

  • dall’ impiego di impianti sottodimensionati o sovradimensionati

  • dalla mancanza di competenze o di professionalità dell’imprenditore

  • dalla mancanza di competenze o formazione del personale

  • dall’ utilizzo di tecnologie superate

Nell’ area commerciale l’inefficienza può essere  causata ad esempio:

  • da una sproporzione tra i costi di marketing ed i risultati ottenuti.

  • da un eccesso di costi per la creazione e la gestione di reti di vendita sproporzionata ai risultati ottenuti.

Nell’ area amministrativa l’inefficienza può essere  causata ad esempio:

  • nell’ eccesso di burocratizzazione delle attività aziendali

  • nelle carenze nel sistema informativo

  • nell’ inefficienze in uno o più settori dell’attività amministrativa

  • nell’ assenza di strumenti di programmazione e controllo e di quelli di pianificazione a medio/lungo termine.

  • nella scarsa definizione ed assegnazione dei compiti e delle responsabilità e nell’ organizzazione del lavoro produttivo, nella manutenzione degli impianti, nell’ approvvigionamento degli acquisti o addirittura nel disegno organizzativo globale dell’azienda.

Nell’ area finanziaria le inefficienze si manifestano sotto forma di un più alto costo delle risorse raccolte e può dipendere:

  • da una debolezza contrattuale dell’azienda nei confronti di fornitori e banche

  • dall’ incapacità dell’imprenditore o dei suoi collaboratori preposti alla funzione finanziaria di programmare e di gestire gli incassi ed i pagamenti, di pianificare gli investimenti, di gestire correttamente i flussi monetari aziendali.

2) declino e la crisi da sovracapacità e rigidità

Il declino e crisi da sovra capacità / rigidità sono determinati da un eccesso di capacità produttiva. Esso può derivare:

  • dall’ impossibilità di un adattamento nel breve periodo di ridurre i costi fissi derivanti dalle immobilizzazioni tecniche

  • dall’ impossibilità di riduzione della forza lavoro

Questo eccesso di capacità produttiva non utilizzata può derivare ad esempio:

  • da una caduta della domanda globale,

  • dall’ entrata nel mercato di nuovi competitors

  • da errate e troppo ottimistiche previsioni di vendita

  • dall’ introduzione nel mercato di nuovi prodotti alternativi più attraenti agli occhi dei consumatori

  • da un aumento dei costi delle materie prime non controbilanciato da corrispondenti variazione dei prezzi di vendita

3) declino e crisi da decadimento dei prodotti e da carenze ed errori di marketing

Il declino e la crisi possono inoltre essere dovuti:

  • da errori nella strategia di marketing che si traducono in un mix di prodotti errato non in grado di soddisfare le esigenze della clientela target,

  • da una caduta dell’immagine, della reputazione o della marca dell’impresa

  • da errori nella scelta dei mercati, dei targhet di clientela o delle nicchie mercato

  • dallo scadimento dei servizi offerti alla clientela

  • dall’ eccessiva onerosità nell’apparato distributivo.

4) Crisi da carenza di innovazione, da incapacità a programmare e da errori di strategia

La carenza di innovazione è l’incapacità di generare e sviluppare nuove idee che permettano all’ imprese di essere continuamente profittevole.

L’ incapacità a programmare è riferita sia alla mancanza di abilità nell’ adattare le condizioni della gestione alle variazioni dell’ambiente esterno, sia alle difficoltà di predisporre dei programmi a lungo termine individuando con precisione gli obiettivi da raggiungere.

Gli errori nella strategia che possono originare una distruzione di valore sono molteplici e tra questi rientrano:

  • il mantenimento dell’ impegno in attività che generano risultati negativi e che non presentano probabilità di inversione di tendenza

  • dalla decisione di entrare in nuove aree lontane dal proprio core business e delle quali l’azienda non possiede le competenze basilari per poter sostenere lo scontro competitivo;

  • dall’ avvio di fasi di sviluppo eccessivamente veloci, pur non possedendo adeguate disponibilità finanziarie e manageriali;

  • dal tentativo di conquista di nuovi mercati decidendo di sopportare ingenti perdite di partenza;

  • dallo sperpero di risorse in progetti di ricerca che non producono risultati apprezzabili;

5) crisi da squilibrio finanziario.

Gli squilibri finanziari si possono tradurre in:

  • una grave carenza di mezzi propri ovvero un capitale sociale inadeguato

  • in una marcata prevalenza dei debiti a breve termine rispetto ai debiti a medio/lungo termine

  • in una mancata correlazione tra investimenti duraturi e finanziamenti stabili ovvero a medio lungo termine

  • in limitate o nulle riserve di liquidità

  • in scarsa capacità di contrattare le condizioni del credito e nei casi più gravi, in difficoltà nel rispettare i pagamenti alle scadenze definite.

Punti chiave:

LE NOVITA’ LEGISLATIVE

RIFORMA DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA

Il Consiglio dei Ministri riunitosi in data 08 novembre 2018 ha approvato, in esame

preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155,

introduce il nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”

il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  • consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;

  • salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

Una delle novità di maggior rilievo della riforma della disciplina del fallimento è la previsione delle “Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”. Le norme entreranno tuttavia in vigore dal 2020, diciotto mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto delegato.

L’importanza di intervenire velocemente per salvare una impresa in difficoltà è uno dei principali obiettivi della riforma per evidenti ragioni legate anche alla  salvaguardia dei posti di lavoro.

La procedura di allerta ha come finalità quella di incentivare l’emersione anticipata degli indici di crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori

I soggetti obbligati alla segnalazione

Gli oneri di segnalazione degli indizi della crisi sono posti a carico di specifici soggetti:

L’ imprenditore e gli organi di controllo societari

ll revisore contabile e la società di revisione

L’ Agenzia delle entrate

L’ Istituto nazionale della previdenza sociale

L’ agente della riscossione

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